Quando l’Alto Adige diventò un caso europeo,tra il 1953 e il 1961, la questione altoatesina cambia natura. Non è più soltanto un contenzioso fra Italia e Austria o una disputa sull’autonomia: diventa una partita europea. Mentre Vienna porta il caso sul piano internazionale, Roma osserva con crescente preoccupazione l’evolversi della situazione. Sullo sfondo agiscono i servizi segreti, i vertici dell’esercito, la NATO, i movimenti irredentisti e le prime reti clandestine, che condurranno alla stagione della violenza terroristica. Attraverso una ricca documentazione proveniente dagli archivi italiani – alcuni dei quali finora non accessibili – in questo primo volume, lo storico Giorgio Mezzalira segue passo dopo passo l’escalation della crisi, mostrando come la cosiddetta "guerra dei tralicci" non rappresenti l’origine del conflitto, ma il suo punto di svolta. Ne emerge una lettura inedita della vicenda altoatesina: non una storia locale, ma un capitolo della Guerra fredda.
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