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    Vulgus amicitias utilitate probat. Cicerone, Ovidio, Seneca e le amicizie utilitarie

    Riferimento: 9788855536967

    Editore: PATRON
    EAN: 9788855536967
    isbook: 1
    Autore: Di Giovine Carlo
    Collana: Testi e man. insegnamento univ. del lat.
    In commercio dal: 07 Gennaio 2026
    Pagine: 132
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    Nell'ambito della riflessione degli antichi sull'amicizia, un posto di rilievo occupa l'amicizia utilitaria, cioè la ricerca di un amico con il solo scopo di trarre dall'amicizia significativi vantaggi materiali. Tale tipo di rapporto è generalmente visto sfavorevolmente dagli autori antichi, che invece esaltano un rapporto disinteressato, fondato sull'altruismo e sulla comunione spirituale con l'amico, che deve assumere il ruolo di un alter ego. Il presente saggio, dopo alcuni cenni sull'amicizia utilitaria nel mondo greco (Aristotele, Epicuro), esamina la posizione assunta in merito da Cicerone (soprattutto nel Laelius de amicitia), da Ovidio (nelle opere dal Ponto) e da Seneca (nelle Epistulae morales ad Lucilium in primo luogo). Per contrastare l'amicizia utilitaria, gli autori latini, in primis Cicerone e Ovidio, hanno citato come esemplari le celebri coppie di amici, del mito e della storia. Achille e Patroclo, Oreste e Pilade, Teseo e Piritoo, Eurialo e Niso, Damone e Finzia hanno dimostrato fattivamente cosa significhi un'amicizia disinteressata, spinta in alcuni casi fino all'offerta estrema della vita. Alcuni ulteriori testi, latini e greci, in cui sono menzionate queste coppie di amici, sono presentati e discussi in Appendice.
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