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    Territori e crisi economica

    Riferimento: 9788835173557

    Editore: Franco Angeli
    EAN: 9788835173557
    isbook: 1
    Autore: Garofoli G. (cur.)
    Collana: Economia - Ricerche
    In commercio dal: 10 Marzo 2026
    Pagine: 212 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    La perdurante crisi economica ha prodotto la deindustrializzazione e la disintegrazione economica e sociale in numerosi territori in Italia e in Europa. Molti di questi, anche relativamente ricchi, non hanno compreso il feroce processo di cambiamento in atto e hanno scoperto di essere di fronte agli effetti dirompenti della crisi quando ormai definitivi. Soltanto alcuni, quasi sempre periferici se non marginali, hanno reagito, avendo compreso da tempo le ragioni del loro declino e il rischio della perdita di posti di lavoro. La reazione dei territori resilienti e proattivi ha visto in campo una pluralità di soggetti e l'emergere della comunità come aggregazione di interessi e come motore dei processi di ristrutturazione economica. La consapevolezza in merito a interesse collettivo e autonomia produttiva territoriale diviene una variabile determinante dei progetti di sviluppo. La capacità di analisi e di interpretazione, favorita dal confronto tra reti di territori, consente la progettualità dello sviluppo e la costruzione di un futuro vivibile. Il confronto internazionale mostra il ruolo cruciale dell'attore pubblico nella filiera istituzionale dall'Ente locale al livello europeo (passando per le regioni e lo stato nazionale), favorendo l'apprendimento istituzionale e i rapporti con il sistema produttivo. Laddove il partenariato pubblico-privato mostra una lunga esperienza di confronto e cooperazione lo strumentario di politiche europee produce risultati più rilevanti. Un approccio di sviluppo territoriale dal basso, con l'accompagnamento e la cooperazione della filiera istituzionale rende efficaci le politiche di sostegno nazionali ed europee. La capacità progettuale prevale sulla disponibilità di risorse finanziarie. Le politiche industriali di sviluppo da introdurre in Europa vanno, inoltre, interpretate alla luce delle sfide del contesto internazionale, sempre più in fibrillazione negli ultimi tempi, con il progressivo indebolimento delle istituzioni internazionali.
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