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    Stanze. Sogni, nebbia, avventure

    Riferimento: 9788871868493

    Editore: Moretti & Vitali
    EAN: 9788871868493
    isbook: 1
    Autore: Babini Lorenzo
    Collana: Fabula
    In commercio dal: 07 Giugno 2024
    Pagine: 80 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Due temi attraversano questo concentratissimo libro di poesia e intrecciandosi lo innervano: la quête amorosa e lo statuto della parola poetica. Secondo libro del poeta romagnolo Lorenzo Babini, e prova di una sicura maturità espressiva, esso fa convergere testi apparsi in edizioni minori e riviste - e inevitabilmente messi in luce dalla critica più avvertita - insieme a nuove composizioni nelle misure di un'architettura che apre e chiude con i tratti di un paesaggio golenale di illusive rifrazioni. A centro una camera che posta alla sommità di una torre e circondata da spalti è specchio del desiderio erotico e banco di prova della poesia. Siamo nella seconda cobla della più celebre sestina del trovatore Arnaut Daniel, il miglior fabbro del parlar materno onorato da Dante (Purgatorio, XXVI), e la cambra inaccessibile ne è l'immagine più ardita, nella fulgida e intangibile sua valenza simbolica. Ma è l'intero libro ad essere tramato di reminiscenze trobadoriche, a farsi lucido testimone dell'amore di lontano, l'amor de lonh provenzale qui vivo nel confronto con l'assillo della parola e la messa a punto di una strumentazione necessaria. Autore colto e visionario Lorenzo Babini è infatti a un tempo essenziale e sorvegliatissimo nel varare, al pari di un'arca salvifica, una poesia di legno e bitume adatta a prendere il largo. A questa sola condizione avranno corpo, in un'invenzione continua e coinvolgente, figure che sarà difficile dimenticare come quei soldati / vestiti di scaglie di pesci / o carapace, o, scesi da una tavola di Paolo Uccello, quei lancieri mossi anch'essi da una quête su un ghiaccio infido di inizio primavera. O ancora, e nella desolazione che unicamente il tempo sa mettere in scena, quell'antico scriba sumero rimasto solo a parlare e a chiedersi, per chi dopo di lui verrà, chi siamo noi / prima dei nomi? (Marco Vitale)
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