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    Sicuri da morire. La violenza nell'epoca della globalizzazione

    Riferimento: 9788883537127

    Editore: Meltemi
    EAN: 9788883537127
    isbook: 1
    Autore: Appadurai Arjun, Vereni P. (cur.)
    Collana: Le melusine
    In commercio dal: 02 Febbraio 2017
    Pagine: 189 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Come mai il processo di globalizzazione non ha spalancato le porte a un mondo più giusto e pacifico, ma sembra piuttosto aver liberato forze oscure che in Iugoslavia, in Iraq, nelle repubbliche dell'Asia centrale, in India, in Ruanda hanno portato gli uomini a parossismi di violenza quasi inimmaginabili? Perché questa spirale invece di attenuarsi si è intensificata, fino alla catastrofe dell'n settembre, e di lì alle guerre contro l'Afghanistan e l'Iraq? Superando gli evidenti limiti degli approcci realisti, che vedono nella violenza etnica, religiosa, nazionale null'altro che una maschera per conflitti di natura materiale ed economica, Arjun Appadurai individua l'estrema novità della violenza odierna nella sua specificità culturale. Attraverso una puntuale riflessione sul rapporto tra maggioranze e minoranze nei moderni stati nazionali, l'antropologo indiano ci mostra come la violenza etnica sia la conseguenza di un'incertezza identitaria dovuta alla condizione postmoderna, in cui le appartenenze sembrano molteplici e instabili, e l'esercizio della violenza fisica sul corpo dell'altro si configura quindi da un lato come un atto scientifico di verifica del diverso, e dall'altro come un'azione politica di necessario ripristino delle differenze. Nell'elaborare una teoria sistematica - peraltro densa di riferimenti a casi concreti - delle ragioni e delle forme della violenza nell'epoca attuale, Appadurai mescola teoria sociologica, antropologia, scienza politica, psicoanalisi e passione etnografica per l'inessenziale. E confrontandosi con la nuova tensione morale che punta a purificare il mondo dal Male passando fisicamente attraverso il corpo del nemico, arriva dunque alla conclusione che l'unico modo per fare i conti con la violenza di cui il mondo sembra oggi preda sia rifiutarne l'istanza essenzializzante e purificatrice, sia in quanto portatori di identità, sia in quanto studiosi dell'identità.
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