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    Racconti del vichingo dell'isola (I)

    Riferimento: 9791222791548

    Editore: Youcanprint
    EAN: 9791222791548
    isbook: 1
    Autore: Fantozzi Sonia
    Collana: FICTION PER RAGAZZI / Brevi Racconti
    In commercio dal: 07 Marzo 2025
    Pagine: 186 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Il rione milanese dell'Isola, situato a Nord di Porta Garibaldi, mantenne per molti decenni un orgoglioso distacco dal resto della città, come se il nome ne connotasse la natura di pezzetto di terraferma circondata dal mare. Un brutto cavalcavia pareva rappresentare un deterrente all'ingresso per i forestieri, più che un collegamento. Del resto, nel diciannovesimo secolo l'Isola si trovava davvero fuori dall'antica Porta Comasina, dunque altrove. E altrove rimase, in un certo senso, anche quando il borgo fu agglomerato alla città (oggi non è più così, Milano è diventata una metropoli fluida). Non è che gli Isolani non si sentissero milanesi, ma erano altri milanesi, con regole, costumi, leggende peculiari. E storie, non tutte condivisibili con chiunque per via di qualche aspetto oscuro: alcuni, tra gli Isolani, ebbero in sorte o si procurarono, almeno in parte, vite singolarmente ventose, con repentini cambi di rotta. Il Vichingo dell'Isola era nato in una di quelle strade strette dove tutti si conoscevano: troppo alto, troppo biondo, spirito scontento ma pigramente prudente cacciato per caso dentro un corpo da guerriero, portava sulle spalle il peso di una di quelle storie che gli Isolani trattavano con discrezione. Aveva un nome e un cognome del quale i più tendevano a dimenticarsi e, tra questi, lui era senza dubbio il primo. Era rimasto dentro quell'orizzonte ristretto sognando la fuga e procurandosi appena alcune momentanee, modeste evasioni. Finché un colpo di vento, più potente di tutti gli altri, non aveva attribuito un significato del tutto differente alla frase con cui era solito introdurre la narrazione delle sue gesta da onesto farabutto sentimentale, raccontando senza mai rivelarsi davvero: Ragazzi, non potete nemmeno immaginare cosa mi è capitato.
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