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    Pretesa del comando. Da Gelli alla destra al governo presidenzialismo e assalto alla Costituzione (La)

    Riferimento: 9791255430049

    Editore: PaperFIRST
    Autore: Limiti Stefania, Bonsanti Sandra
    Collana: Varia
    Pagine: 180
    Formato: Libro
    Data pubblicazione: 24 Ottobre 2023
    EAN: 9791255430049
    Autore: Limiti Stefania, Bonsanti Sandra
    Collana: Varia
    In commercio dal: 24 Ottobre 2023
    Non disponibile
    16,00 €
    IVA inclusa
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    Non disponibile

    Descrizione

    La vittoria della destra in Italia ci mette di fronte alla concreta possibilità che venga stravolta la Costituzione del 1948. Da tempo si parla soprattutto di introdurre l'elezione diretta del capo dello Stato o del presidente del Consiglio. Il mondo democratico e progressista si trova di fronte a una grande battaglia politica per contrastare una riscrittura della Carta che ne mette in discussione i suoi princìpi fondanti. È vero che esistono Paesi democratici che eleggono direttamente il capo dello Stato ma è anche vero che in altri l'elezione popolare del presidente coincide con tratti fortemente autocratici, dall'Ungheria alla Russia e alla Turchia. Le autrici hanno dunque voluto contestualizzare la questione nella nostra storia repubblicana, ricostruendo il significato del presidenzialismo - formula tecnico-giuridica tesa a rafforzare i poteri del governo, indebolendo quelli del Parlamento - alla luce delle esperienze politiche che lo hanno sostenuto, a oggi senza successo: quelle golpiste e missine, la piccola pattuglia dei gollisti democristiani, la P2, la Grande Riforma craxiana e le nervose esternazioni di Francesco Cossiga, fino ai giorni più recenti con la pretesa delle grandi banche d'affari di "azzoppare" le costituzioni antifasciste. Contestualizzare il presidenzialismo nella storia italiana consente dunque di vedere chiaro dietro alle intenzioni di chi vorrebbe mettere il potere nelle mani di un capo eletto a furor di popolo. Le autrici confutano le ragioni dei sostenitori della proposta presidenzialista e concludono: «è vecchia, mentre la Costituzione è giovane».
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