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    Per la Palestina

    Riferimento: 9788832986662

    Editore: ERGA
    EAN: 9788832986662
    isbook: 1
    Autore: Peloso Paolo Francesco
    Collana: POESIA
    In commercio dal: 13 Ottobre 2025
    Pagine: 230 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Le 10 poesie scritte in un arco temporale che va dal 1980 e il 2025 ripercorrono alcune tappe degli ultimi cinquant'anni di storia della Palestina, dal massacro di Tell Al-Zaatar perpetrato dai falangisti libanesi nel 1976 fino all'esplosione di rabbia lungamente repressa che ha avuto luogo il 7 ottobre 2023. Subito dopo tale evento una prima poesia esprime a caldo la consapevolezza del suo non essere, come disse Antonio Gutierres, arrivato dal vuoto, con il timore per la sorte degli ostaggi ma anche per la consapevolezza che la vendetta di Israele questa volta sarebbe stata più delle altre implacabile. Una seconda poesia comincia in quei giorni per seguire per più di venti mesi, con un lento e cadenzato lamento che ha raggiunto 420 versi, la distruzione della Striscia di Gaza e il massacro degli abitanti. Le 10 poesie sono precedute da un corposo saggio introduttivo, corredato di una ricca bibliografia, che ricostruisce la vicenda israelo-palestinese a partire dalle prime migrazioni ebraiche a cavallo tra XIX e XX secolo, fino alla Naqba del 1948 e di lì ai giorni nostri dando voce a storici, giornalisti, poeti ed esperti del mondo mentale che hanno affrontato da diversi punti di vista il lungo calvario del popolo palestinese da quando il sionismo ha visto nella sua una terra senza popolo a oggi quando, con la motivazione apparente di vendicare il 7 ottobre e assicurare la propria sicurezza, Israele si avvicina a coronare il progetto di una seconda massiccia deportazione dei palestinesi. E accanto a quel calvario anche la trappola in cui vengono a trovarsi gli stessi israeliani, molti dei quali ormai non hanno scelto di andare in quel luogo insanguinato ma vi sono nati e si trovano oggi inchiodati a un destino di carnefici che alcuni tra loro cominciano a rifiutare, ma al quale per la maggioranza paiono invece incapaci di sottrarsi.
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