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    Parole d'amore e di letteratura

    Riferimento: 9788834614075

    Editore: La nave di Teseo
    EAN: 9788834614075
    isbook: 1
    Autore: De Roberto Federico, Valle Ernesta, Zappulla Muscarà S. (cur.), Zappulla E. (cur
    Collana: I grandi delfini
    In commercio dal: 28 Aprile 2023
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    Il corposo carteggio tra Federico De Roberto ed Ernesta Valle Ribera - ribattezzata Renata (perché rinata all'amore) o Nuccia (diminutivo di femminuccia) - copre un lungo arco di tempo in un intricato, pertinace intreccio di temi intimi e letterari. Un'ardente storia d'amore che ci rivela aspetti ignorati dell'austero e schivo autore de I Vicerè e insieme della vita mondana, sociale, culturale dei due poli fra cui si snoda, Milano e Catania, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Meta prediletta di De Roberto, al pari dei sodali Verga e Capuana, sospinti da un senso d'irrequietezza, da un'aspirazione a più vasti orizzonti, Milano rappresenta, e il carteggio ne è ampia testimonianza, la capitale dei poteri finanziari e culturali, la città più progredita, operosa, ricca di vivacità artistica e di brulicanti iniziative, con le sue prestigiose case editrici (Fratelli Treves, Galli), le grandi testate giornalistiche (il Corriere della Sera, la rivista La Lettura), i rinomati teatri (la Scala, il Manzoni, il Filodrammatici, il Lirico, l'Eden), gli eleganti ritrovi (il Biffi, il Cova, il Savini, il Caffè dell'Accademia), gli elitari salotti (di donna Vittoria Cima, di Virginia Borromeo, della stessa Ernesta Valle Ribera). È lì che a De Roberto sono consentite assidue frequentazioni con i maggiori esponenti dell'intellighenzia dell'epoca, giornalisti, scrittori, editori. Amante appassionato, impetuoso, temerario, travolgente, De Roberto, per il tramite della mediazione di un focoso, insistito, spregiudicato ricordare, rinnova ebbrezze amorose per consolidare un vincolo carnale, quasi a tenere legata la sua Nuccia. Talora impetuoso fino alla sfacciataggine, all'impudicizia, all'eccesso.
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