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    Papi che leggono Dante. La ricezione dantesca nel magistero pontificio da Leone XIII a Benedetto XVI

    Riferimento: 9788864792125

    Editore: Stilo Editrice
    EAN: 9788864792125
    isbook: 1
    Autore: Merla Valentina
    Collana: Officina
    In commercio dal: 23 Ottobre 2018
    Pagine: 504 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    In un clima polemico tra cattolici e non cattolici, negli anni dell'Unità d'Italia, in cui una falange del patriottismo italiano aveva incasellato l'Alighieri sotto l'egida del ghibellinismo anticlericale, Leone XIII interviene assolvendo la Monarchia dalla colpa di eresia e ricollocando il pensiero di Dante in seno alla Chiesa. Sulla scorta di tale assoluzione, Pio X incentiva le iniziative per il VII centenario dantesco, Benedetto XV rivaluta il poeta con l'enciclica In praeclara summorum (1921), aprendo le porte al riuso che i pontefici successivi faranno del corpus degli scritti danteschi: Dante diventerà una auctoritas a supporto delle argomentazioni, per mezzo di una fitta trama di allusioni e citazioni. Nel 1965, in occasione del VI centenario dantesco, Paolo VI con la lettera apostolica Altissimi cantus definirà Dante teologo e Giovanni Paolo II si servirà della fonte dantesca non solo nei documenti del magistero, ma anche nella sua produzione letteraria, soprattutto nel Trittico romano.
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