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    Nordio. Ragioni e pericoli di una riforma

    Riferimento: 9788836824717

    Editore: Passigli
    EAN: 9788836824717
    isbook: 1
    Autore: Passigli Stefano
    Collana: Biblioteca Passigli
    In commercio dal: 16 Gennaio 2026
    Pagine: 168 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Nelle democrazie liberali l'equilibrio tra poteri è un principio fondamentale. In Italia, vi è però chi - come l'attuale maggioranza di governo - teorizza che poteri come l'Esecutivo e il Legislativo che derivano da un voto popolare abbiano una legittimità maggiore del Giudiziario non eletto dal popolo, facendone conseguire che l'attività giurisdizionale della magistratura non deve tradursi in indebite interferenze e porre limiti all'azione di chi governa. È in questo contesto che vanno giudicati i problemi della giustizia italiana, e in primo luogo la sua lentezza. Questo libro prende in esame le molteplici cause di questa lentezza, distinguendone i fattori strutturali (come gli insufficienti organici, o l'eccesso di piccoli Tribunali) dalle cause comportamentali (ad esempio l'improprio utilizzo di istituti quali la prescrizione) e culturali (come l'abuso del garantismo, o la progressiva modifica del ruolo della Cassazione). In conclusione, la riforma Nordio è non solo inutile a eliminare la lentezza dei processi penali e civili per esplicita ammissione del suo estensore, ma addirittura dannosa. Obiettivo della riforma non è infatti eliminare i mali della giustizia italiana - né tantomeno la separazione delle carriere, già pienamente attuata con la riforma Cartabia del 2022, che interessa ogni anno non più di 40-50 magistrati -, ma eliminare il sistema di pesi e contrappesi tra poteri autonomi e indipendenti che ha retto fino a oggi la nostra democrazia, concentrando tutto il potere nel Governo - e con l'eventuale introduzione del Premierato in un'unica persona - senza possibilità di cambiamenti per l'intera legislatura e al prezzo di ridimensionare il ruolo della stessa Presidenza della Repubblica. Infine, aprendo la via all'introduzione con leggi ordinarie di limiti all'obbligatorietà dell'azione penale, la riforma, se approvata, limiterebbe il potere di controllo della magistratura introducendo forme di immunità per la classe politica.
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