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    Musica nell'Italia fascista

    Riferimento: 9788842836803

    Editore: Il Saggiatore
    EAN: 9788842836803
    isbook: 1
    Autore: Sachs Harvey
    Collana: La cultura
    In commercio dal: 11 Marzo 2026
    Pagine: 400
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    Che cosa accade quando un regime decide che anche la musica deve obbedirgli? Musica nell'Italia fascista è il racconto di come il potere entrò nei teatri, nei conservatori, nelle orchestre, trasformando un intero sistema culturale in strumento di creazione del consenso. In queste pagine Harvey Sachs ricostruisce le tappe e le modalità con cui una delle più articolate scene musicali d'Europa si adattò - spesso con sorprendente rapidità - alle regole, alle convenienze e alle menzogne del fascismo: dalla sorveglianza costante cui fu sottoposto Arturo Toscanini - costretto infine all'esilio - al carcere cui fu destinato il musicologo e critico militante Massimo Mila; dalle vicende di compositori come Respighi, Pizzetti, Casella, Malipiero, divisi tra adesione, ambiguità e dissenso, a quelle dei molti funzionari zelanti e mediocri, critici compiacenti, amministratori manovrieri che collaborarono attivamente con il regime. In questo giro di vite, anche le istituzioni, i grandi teatri d'opera e i festival furono investiti dal nuovo corso, portando, fra le altre cose, alla nascita dei sindacati fascisti dei musicisti e alla fondazione del Maggio Musicale Fiorentino come mezzo di propaganda. È una storia di episodi concreti, fatta di lettere servili, decisioni improvvise e piccoli compromessi quotidiani all'ombra della grande macchina burocratica della dittatura. Una storia che conduce fino all'infamia delle leggi razziali, responsabili dell'espulsione e della condanna di centinaia di musicisti ebrei e «non allineati». Musica nell'Italia fascista non racconta un'eccezione, ma un meccanismo ricorrente, che riguarda il rapporto tra cultura, responsabilità e potere. Ciò che rimane, al di là di una sequela di direttive, proclami e leggi, sono le vite di chi, davanti a ordini ingiusti, ha scelto di piegarsi, tacere, partecipare, servire, e dei pochi che, invece, hanno cercato di resistere e hanno perso tutto - tranne la propria dignità.
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