Modelli di intelligenza artificiale generativa e assetti di mercato
    Libro

    Modelli di intelligenza artificiale generativa e assetti di mercato

    Prefazione
    Franco Bassanini
    Editore
    Passigli
    Collana
    Astrid
    Data di pubblicazione
    20 febbraio 2026
    Lingua
    Italiano
    Pagine
    172
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9788836824700
    24,00 €
    IVA inclusa

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    Sinossi

    Come è noto, l’intelligenza artificiale generativa (IAG) si impone all’attenzione pubblica a fine novembre 2022, con il lancio di ChatGPT-3, il primo Large Language Model (LLM) a uscire dai laboratori per rendersi disponibile, gratuitamente, a tutti. Da quella data, altri LLM sono stati offerti, sia gratis che a pagamento, e ormai moltissimi utenti fanno ricorso a essi, per le più diverse esigenze. Tuttavia, cosa siano esattamente i LLM, e le loro possibili varianti/evoluzioni, non è altrettanto noto. Il volume, frutto di una ricerca dell’Osservatorio Astrid sulle dinamiche dell’intelligenza artificiale, inizia proprio con una disamina delle diverse tipologie, a seconda delle dimensioni di questi modelli, delle loro architetture, dei modelli di business e dei settori di applicazione. Si tratta di un “universo” alquanto complesso e in continuo cambiamento, che investe ogni aspetto dell’economia e della società. Tra gli impatti economici della diffusione dei modelli di IAG, la ricerca si è concentrata sulle conseguenze per gli assetti di mercato, lungo tutta la filiera dell’intelligenza artificiale: con riguardo tanto ai settori a monte (microchip, cloud, supercalcolatori, in particolare) quanto ai settori a valle (sistemi operativi, applicazioni, ad esempio). I risultati dell’analisi sono (apparentemente) sorprendenti. Nei mercati a monte, caratterizzati da posizioni di forza di alcuni operatori (tra tutti, il dominio di Nvidia nei microchip), due forze – in realtà – mitigano il rischio della costituzione di forme di oligopolio. Da un lato, una innovazione tecnologica continua e intensa che può rimettere in discussione le gerarchie di mercato, dall’altro lato, la competizione tra le Big Tech (americane, in particolare) che – progressivamente – estendono la propria presenza su mercati contigui a quelli in cui hanno acquisito una posizione di rilievo (ad esempio, Google che sfida Nvidia nei microchip, oppure la contesa che si è aperta nel mercato dei motori di ricerca, dove domina Google). Viceversa, nei mercati a valle, più evidenti appaiono i rischi per la concorrenza, data la tendenza a un’integrazione verticale delle Big Tech e al consolidamento del loro controllo su alcuni stadi della filiera del tutto strategici, come cloud, sistemi operativi, risorse computazionali, disponibilità dei dati, dei talenti e delle competenze. Rispetto a questo quadro, l’intervento pubblico non può limitarsi all’applicazione della disciplina antitrust – comunque necessaria – ma deve contemplare la regolazione che, in effetti, è stata varata negli ultimi anni (DSA, DMA, AI Act) e di cui ora bisognerà verificare efficacia ed effetti.

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