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    Mito dei bomber di provincia. Un almanacco sentimentale (Il)

    Riferimento: 9788806268879

    Editore: Einaudi
    EAN: 9788806268879
    isbook: 1
    Autore: Atturo Emanuele
    Collana: Opera viva
    In commercio dal: 16 Settembre 2025
    Pagine: 256 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Avevano un coro personalizzato allo stadio, un soprannome immaginifico, una tifoseria devota. Hübner, Protti, Zampagna, Luiso, Flachi, Riganò... Ognuno di loro è stato ed è tuttora oggetto di un culto diverso, ma insieme esprimono un mondo dimenticato. Mentre il calcio è sempre più professionalizzato, questo libro è una frenata a mano sul cuore: un omaggio appassionato a quei bomber che hanno fatto della provincia il loro regno e della porta avversaria il loro destino. Comparivano in Serie A già vecchi, attaccanti di piccole squadre con l'aria da cacciatori di taglie. Si portavano dietro aneddoti poco credibili e la capacità misteriosa di segnare contro difese di qualsiasi livello. Specializzati in poche, specifiche situazioni di gioco, assoldati da società alla disperata ricerca di quel pugno di gol che facesse la differenza tra salvezza e retrocessione. Conoscevano la linea del fuorigioco come una regola del cosmo, i segreti del tiro sporco, dell'«incornata», del «gol di rapina». Senza un talento evidente, costruivano la loro reputazione tramite l'estremo pragmatismo del gol. Il loro culto, che si è alimentato nel tempo, ne ha gonfiato la leggenda, spesso confondendo il piano immaginario con quello reale: in breve, costruendone il mito. Guardando indietro, verso quel profondo abisso di ricordi che sono gli anni Novanta, poche cose brillano nella loro inattualità come i centravanti di provincia. Oggi li rievochiamo con un sentimento commosso: c'entra solo il meccanismo basilare della nostalgia, il rimpianto della nostra infanzia; oppure lo stereotipo italiano dell'arte di arrangiarsi, la nostra predilezione per una particolare forma di cinismo calcistico? I bomber di provincia parlano del nostro gusto del calcio, e il nostro gusto del calcio, come sempre, parla di molto altro.
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