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    Mistero della trasformazione. Tentativo di una escatologia tridimensionale, in dialogo con il pensiero ebraico e la filosofia co

    Riferimento: 9788839904645

    Editore: Queriniana
    EAN: 9788839904645
    isbook: 1
    Autore: Wohlmuth Josef
    Collana: Biblioteca di teologia contemporanea
    In commercio dal: 01 Aprile 2013
    Pagine: 384 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Il presente studio si apre affrontando innanzitutto alcune questioni preliminari: la filosofia dell'ospitalità, il rapporto fra astrofisica contemporanea e riflessione teologica, la tensione fra apocalittica ed escatologia, le conseguenze dell'Illuminismo e della tragedia di Auschwitz sull'escatologia cristiana. In un secondo passaggio, configurando una sorta di escatologia fondamentale, l'autore affronta il tema del rapporto fra tempo ed eternità. Lo fa analizzando svariate posizioni filosofiche che influiscono - o potrebbero influire - su questo nodo concettuale di straordinaria importanza. La parte centrale del saggio individua tre dimensioni decisive dell'oggetto di studio: Wohlmuth si concentra anzitutto sul linguaggio escatologico, precisamente dal punto di vista della sua qualità poetica ed estetica (escato-estetica); poi sulla dimensione logica e la rilevanza veritativa dell'escatologia (escato-logica); infine sulla questione dell'agire ultimamente responsabile di fronte alla morte, dell'agire verificato escatologicamente (escato-prassi). L'ultima parte è dedicata a tematiche particolari: il morire e la risurrezione, l'alternativa fra inferno e paradiso come stati escatologici, la beatitudine eterna e la speranza nel compimento. Tali questioni sono affrontate nell'ottica della compenetrazione - o meglio del superamento - di escatologia individuale ed escatologia generale. Una volta ripreso il dibattito fra Ratzinger e Lohfink sulla risurrezione nella morte (una teoria escatologica che non ha pari nella storia recente della teologia), Wohlmuth approfondisce quell'approccio paradigmatico: ripensando sia la formula paolina che parla di trasformazione radicale, ossia di nuova creazione, sia il rapporto fra anima e corpo. L'intero sviluppo del testo è contraddistinto da un confronto serrato con filosofi contemporanei come Heidegger e Husserl, ma soprattutto da un dialogo stimolante con pensatori ebraici come Buber, Rosenzweig, Benjamin, Adorno, Levinas, Scholem e Derrida.
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