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    Michele Campanella. Da Comandante della Brigata partigiana Severino a Generale della Polizia di Stato

    Riferimento: 9788832987331

    Editore: ERGA
    EAN: 9788832987331
    isbook: 1
    Autore: Malcotti Ivano
    Collana: I fondamenti
    In commercio dal: 04 Maggio 2026
    Pagine: 96
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    Volume polisensoriale, teatro di narrazione con contenuti multimediali. Prefazione di Massimo Bisca - A.N.P.I. Genova - Interventi di Donatella Alfonso e Mirco Bonomi - Adattamento teatrale e regia di Mirco Bonomi. Michele Campanella. Una scelta iniziata a Spalato nel 1943, entrando, dopo il 9 settembre e l'armistizio, nella Resistenza. Per questa sua scelta ha vissuto diverse peripezie, proprio perché dalla Grecia è tornato in Italia per combattere i nazifascisti, facendo parte del primo nucleo della formazione partigiana a Cichero. Una storia, la sua, che abbiamo visto condensata in un'immagine proprio il giorno in cui gli abbiamo dato l'ultimo saluto alla presenza delle autorità provinciali e cittadine, delle sezioni dell'ANPI di Genova e della provincia, eravamo tutti raccolti intorno alla sua bara, coperta dal tricolore e dalla bandiera della brigata Severino, che lui ha comandato nella guerra di Liberazione sino ad entrare in città, proprio da quella valle, il 24 aprile 1945. Il suo feretro aveva un picchetto d'onore davvero emblematico, perché, oltre ai suoi partigiani, al loro fianco erano presenti, in alta uniforme, i poliziotti della Questura di Genova. In entrambi i casi Gino Campanella ne è stato dirigente e protagonista. Per quanto ha fatto da partigiano ricevette la Medaglia d'Argento al Valor Militare e fu lo stesso generale americano Clark ad appuntargli sul petto la Bronze Star. Ma avrà anche riconoscimenti nei successivi incarichi come servitore dello Stato, contro il banditismo in Sicilia o in Sardegna, unito al suo intervento nelle varie catastrofi, alluvioni o altro. Perché, oltre alla sua lotta al banditismo, Gino si inventò, nella Polizia di Stato, i primi rudimenti della Protezione Civile, con una formazione apposita composta da poliziotti e in seguito si impegnò per la smilitarizzazione della Polizia e alla nascita del suo sindacato, di cui è stato promotore. «Ho scritto questo monologo per restituire una voce. Non per trasformare una testimonianza in un simbolo, ma per ricordare che alcune vite, semplicemente, meritano di essere ascoltate. Quello di Michele Campanella non è un nome fermo in una pagina di storia ma è parte concreta della nostra Repubblica. E la memoria, se è autentica, non ha bisogno di enfasi. Ho provato a raccontarlo nella sua interezza. Non come un'icona, ma come un uomo che a un certo punto ha dovuto scegliere» (l'autore). «Il teatro di narrazione risale all'antica arte del racconto orale che di bocca in bocca attraversa il tempo e i luoghi. Oggi il teatro di narrazione prosegue questa tradizione assumendo sotto forma di monologo un modo specifico di fare teatro, che interpreta i personaggi senza ricorrere ad artifici scenici, rinunciando spesso a costumi e scenografie complesse, ma creando suggestioni con la forza della parola e del corpo in scena. L'attore non si trasforma nel personaggio ma lo racconta, contestualizza eventi e situazioni e porta il pubblico a immaginare» (Mirco Bonomi, attore e regista).
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