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    La distanza del cielo. Leopardi e lo spazio dell'ispirazione

    Riferimento: 9788876982255

    Editore: Medusa Edizioni
    EAN: 9788876982255
    isbook: 1
    Autore: Alessandro Carrera
    Collana: Le porpore
    In commercio dal: 03 Gennaio 2011
    Pagine: 275 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Pitagora sosteneva che la ragione per cui siamo nati è la contemplazione del cielo. Più di duemila anni dopo, Leopardi ammette di non sapere quale sia il senso della nostra vita, ma non per questo cessa di contemplare la volta stellata, dal balcone di Recanati o dalle falde del Vesuvio. Lo fa da poeta, ed è forse nella sua poesia che è andata a rifugiarsi l'antica cosmologia, forma del sapere che narrava l'universo in un mito per farci sentire il più possibile a casa nell'immensità degli spazi. Se da adolescente aveva studiato la storia dell'astronomia, divenuto poeta progetta la propria opera come una descrizione dell'universo, lavoro di una soggettività eroica che misura se stessa rispetto alla distanza del cielo. Riconosce la piccolezza dell'uomo, con sincerità e senza ricorrere a consolazioni, ma cerca anche di stabilir quale sia la misura che ci è data, e come viverla con dignità. Utilizzando ampie prospettive di filosofia, mitologia e psicanalisi, questo libro ripercorre il cammino di Leopardi come poeta dello spazio, vicinanza e lontananza, infinito e indefinito. Ma in Leopardi esiste anche uno spazio dell'ispirazione che non si misura in termini fisici, e che il poeta attraversa nella sua duplice estensione: lo spazio paterno, espresso dal desiderio omerico di gloria, e lo spazio materno, acustico e orfico, ascolto di una lingua primordiale che ancora non distingue tra suono degli affetti e voce della ragione.
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