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    In parole povere. I dialetti italiani tra memoria e futuro

    Riferimento: 9788833946023

    Editore: Bollati Boringhieri
    EAN: 9788833946023
    isbook: 1
    Autore: Brevini Franco
    Collana: Saggi
    In commercio dal: 27 Marzo 2026
    Pagine: 192
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    Quasi metà della popolazione italiana continua a fare riferimento al dialetto, ma sull'argomento persistono equivoci e fraintendimenti. Cosa distingue una lingua da un dialetto? E perché in dialetto, ancora oggi, alcune cose ci sembrano più autentiche? Soprattutto: che ruolo hanno avuto le lingue popolari nello sviluppo della nostra letteratura? Tra i maggiori studiosi in materia, Franco Brevini risponde a queste e altre fondamentali domande tracciando un profilo teorico e storico del variegato mondo dialettale che anima il nostro paese. Con un linguaggio chiaro, attraverso esempi e testimonianze che coprono l'intero corso della tradizione italiana, In parole povere si propone di fare finalmente chiarezza, colmando il vuoto che si è spalancato tra gli specialisti e l'opinione pubblica. Un lavoro che mette ordine nell'universo caotico della questione dialettale italiana, segnata da strumentalizzazioni, timidi rilanci e nostalgie disilluse. L'operazione dell'autore non vuole essere conservatrice, al contrario: si propone di rendere viva la pluralità di voci che contraddistingue il nostro paese, perché «custodirle non significa tornare indietro, ma imparare a dire meglio chi siamo». E infatti oggi, in modo inatteso, i dialetti stanno tornando. Un revival che si manifesta con nuove energie e in forme diverse: nel rap e nei meme, all'interno dei podcast e su TikTok, a teatro e nel marketing. Le nuove generazioni li riscoprono, non più come lingue dell'arretratezza, ma come codici di libertà, ironia, identità. Scegliere di esprimersi in dialetto oggi può voler dire scegliere una lingua non colonizzata, non globale, non piatta. I dialetti, insomma, sono voci che vengono da lontano, ma che si ostinano a guardare al domani. Un futuro per i dialetti è possibile ed è già cominciato.
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