Libro acquistabile con carte di credito e carte prepagate Postepay.

     

    Libro acquistabile con Carta Docente.

     

    Libro acquistabile con Carta Cultura Giovani e Carta del Merito.

     

    Libro acquistabile in tre rate mensili Klarna.

     

    Il costo del libro sarà addebitato solo all’avvio della consegna.

     

    Scegli il punto di ritiro dei libri più comodo.

    Imputato Eichmann

    Riferimento: 9788862615938

    Editore: Mattioli 1885
    EAN: 9788862615938
    isbook: 1
    Autore: Crescenzi Livio
    Collana: Archivi storici
    In commercio dal: 24 Novembre 2016
    Pagine: 268 p., Libro
    Disponibile subito
    21,90 €
    IVA inclusa
    Quantità
    Disponibile subito

    Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
    Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.
    Chiudere

    Descrizione

    Dopo Cinquanta chili d'oro (2014, relativo al capitolo italiano del processo), Un fiore mi chiama (2014, relativo all'infanzia, all'adolescenza e alla prima gioventù, secondo i racconti dei testimoni), Posso stare in piedi (2015, dedicato alle 22 deposizioni rese da altrettante donne sopravvissute, provenienti da tutti i territori investiti dall'onda della Shoah), l'opera si conclude con questo quarto volume interamente dedicato al lungo interrogatorio e controinterrogatorio dell'imputato Eichmann davanti alla Corte distrettuale di Gerusalemme. A parlare, qui, è lo spedizioniere della morte, come a un certo punto lo definisce il Procuratore generale Hausner. E la sua è una difesa testarda e monocorde, a tratti irritante, sorda a ogni sollecitazione, finanche snervante. Da 1961, l'anno del processo, il dibattito sul processo Eichmann è essenzialmente stato un dibattito su Hanna Arendt e sulla banalità del male, che in sostanza è prevalso nei confronti dell'interesse del processo in sé. Eichmann era solo un nemico del genere umano, un cinico spedizioniere della morte, come fu definito? O non rappresentava, come piuttosto pensava la filosofa tedesca, l'assenza di una dimensione interiore etica della coscienza? Eichmann, come prodotto dell'ideologia totalitaria, era davvero privo di qualsiasi specifico tipo di pensiero? Il volume, attraverso le parole dell'imputato stesso, prova ha dare una risposta a queste domande.
    E-book non acquistabile