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    I tre mesi di Carlo V a Napoli. L'imperatore nei manoscritti inediti del notaio Castaldo

    Riferimento: 9788872976838

    Editore: ABE
    EAN: 9788872976838
    isbook: 1
    Autore: Torrecuso Diego, Bascetta Arturo
    Collana: Donne reali e uomini d'arme
    In commercio dal: 07 Marzo 2026
    Pagine: 200 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Introduzione. Giunge finalmente a una svolta la ricostruzione dell'intero percorso compiuto dall'Imperatore Carlo V attraverso l'imponente apparato effimero realizzato in occasione della sua visita a Napoli. L'opera, un lungo «tunnel» trionfale, fu eretta sotto la maestria di Giovanni Merliano da Nola, uno dei più celebri artisti poliedrici del tempo. Il presente spaccato rifinisce la ricostruzione da noi parzialmente già operata, mettendo a confronto brani del manoscritto inedito dell'Anonimo con la successiva storiografia del Dominici, il quale attinse ai protocolli di vari notai napoletani, dal Rossi allo Zazzera. Sono proprio questi ultimi i veri cronisti dei dipinti, delle opere in cartapesta e degli epitaffi che costituirono il monumentale arco trionfale. Di tali apparati discorre per primo Antonino Castaldo, riportando nella sua Historia i motti latini così come apparivano agli occhi dei contemporanei. Il notaio Castaldo non finisce mai di stupire. Non solo perché dai suoi manoscritti hanno attinto quasi tutti i cronisti successivi, ma anche perché la continua emersione di nuove carte - ora edite, ora in copie manoscritte - arricchisce costantemente il panorama documentario. In questa occasione, da quella miniera di dati in volgare che è l'opera «De Progressi, et successi nella Città, e Regno di Napoli» (meglio nota come l'Historia), è emerso il filo conduttore del soggiorno dell'Imperatore a Napoli, adattato al contesto fornito da altri storici. Sebbene nota a taluni studiosi, la versione manoscritta esaminata non sembra essere mai stata pubblicata integralmente. Abbiamo dunque deciso di curarne l'edizione (tratta dal testimone qui indicato come copista «D») comparata con i codici della Biblioteca Nazionale di Napoli (BNN) e della Biblioteca Nazionale di Spagna (BNE). È opinione consolidata che la storiografia napoletana di questo periodo trovi il suo inizio proprio con il Castaldo, la cui Historia è stata ripetutamente tramandata e aggiornata negli anni, con varianti e aggiunte, da decine di copisti. Per tali ragioni, dopo aver consultato diverse copie pressoché identiche, abbiamo scelto di mantenere inalterata la trascrizione del testo della BNN e della BNE, confrontandola con i manoscritti della Biblioteca Riccardiana di Firenze (ms. 2013) e della Brancacciana di Napoli. Questi ultimi furono in passato oggetto di una trascrizione privata da parte di Francesco Palermo, il quale tuttavia espunse nomi, fatti e dettagli che non ritenne opportuno pubblicare. Ad oggi, pertanto, non risultava ancora edita la versione integrale da noi già avviata con i Diari seicenteschi dello Zazzera. Il lavoro è stato condotto attraverso un serrato confronto tra la copia di Spataro (copista «A»), le trascrizioni di Palermo («B»), quelle dell'Anonimo continuatore dell'Istoria di Napoli («C») e non solo. Quest'ultimo risulta essere il trascrittore più vicino all'epoca del Castaldo e, dunque, più coevo ai fatti narrati. La conformità della sua versione con il testimone «D» conferma che entrambi attinsero a una fonte cronachistica precedente. Con la trascrizione dei fatti napoletani riferiti a Carlo V, operata dal giovane Diego Torrecuso, sono state quindi riportate le cronache apprese dal manoscritto, così come ricopiato da «D», confrontandole con le altre storie. L'obiettivo è offrire un raffronto diretto e veritiero anche sui fatti più antichi, che i successivi continuatori narrarono solo di riflesso. Castaldo si conferma il padre di queste cronache, ma non l'inventore, ammettendo egli stesso di aver sintetizzato eventi già trattati, a cominciare da grandi autori come il Pontano e il Porzio, o da notai precedenti, che a noi sembrano essere stati Giacomo della Morte e il Rossi, che egli stesso riconosce a maestro. Nuovi tasselli si aggiungono così alla biografia di Carlo V, offrendo una narrazione brillante che spazia dagli scavi nella Valle Pompeiana di Stabia fino al...
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