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    Essere uomini di «lettere». Segretari e politica culturale nel Cinquecento

    Riferimento: 9788876676192

    Editore: Cesati
    EAN: 9788876676192
    isbook: 1
    Autore: Geremicca Antonio; Miesse Hélène
    Collana: Quaderni della Rassegna
    In commercio dal: 04 Maggio 2017
    Pagine: 287 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Nel corso del sedicesimo secolo la figura del segretario viene posta al centro di una prima ampia riflessione teorica in tutta Europa e in Italia. Numerosissimi gli studi per comprendere il carattere ibrido di questa funzione, in un secolo, come il Cinquecento, in cui le professionalità iniziano a profilarsi e a definirsi in rapporto a quella macchina burocratica che sarebbe presto divenuta propria dello Stato moderno. Il volume tenta di mettere a fuoco l'expertise che il segretario del Cinquecento poteva fornire in materia di politica culturale, sondare il margine di manovra, di libertà che gli è concesso dai principi, soprattutto considerando la statura intellettuale di alcuni segretari, che furono, a loro volta, collezionisti e committenti, promotori e patrocinatori di artisti e altri letterati. Il ruolo e il posto del segretario è definito con maggiore chiarezza per realtà come la Spagna e la Francia, dove la macchina del sistema statale centralizzato è ormai avviata; lo stesso non si può dire della penisola italiana, dove non casualmente il dibattito è più vivo. Della molteplicità di situazioni italiane il volume intende rendere conto, presentando figure segretariali provenienti da contesti diversi e attive lungo tutto l'arco del secolo: da Bernardo Dovizi da Bibbiena e Goro Gheri, all'inizio del secolo, alle più tarde esperienze di Bonifacio Vannozzi e Francesco Angeloni, fino al caso eccezionale del musicista Alfonso Fontanelli.
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