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    Disperanza. Un sentimento del nostro tempo (La)

    Riferimento: 9788806271541

    Editore: Einaudi
    EAN: 9788806271541
    isbook: 1
    Autore: Marcoaldi Franco
    Collana: Gli struzzi. Nuova serie
    In commercio dal: 14 Aprile 2026
    Pagine: 136 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    La disperanza non è affatto cupa, fosca, inerte. Al contrario, nella sua felice ambiguità, rappresenta il volano ideale di molteplici aspetti liberatori per l'individuo capace di farla propria. Quando qualcuno, specie se giovane, ci confessa di non nutrire nessuna speranza in un mondo migliore è normale restarci male, cercare di consolarlo, dirgli che si sbaglia. E se invece avesse ragione? Sarebbe davvero una brutta notizia? È da questo dubbio paradossale che prende l'avvio Franco Marcoaldi in un libro polemico e vivacissimo, che non esita a sottrarci ogni facile appiglio. La speranza? A ben guardare è un sentimento passivo, parassitario e illusorio. Cosí come la disperazione è un modo vigliacco di non mettersi in gioco. Esiste però un'altra strada, indicata da un termine antico e desueto, eppure quanto mai ricco di energia: disperanza. Ad esso rimandano le voci di alcuni giganti del pensiero e della poesia: da Caproni a Mutis, da Montaigne a Camus, da Canetti a Huizinga. E vi allude anche la pratica quotidiana di tanti ragazzi di oggi, troppo spesso irrisi per il loro vagabondaggio senza meta, peraltro segnato dalla ricorrente rivolta contro le mille ingiustizie e soprusi che dilagano nel pianeta. Forse sono proprio loro i migliori interpreti della disperanza: un sentimento proficuo che lascia alle spalle tutti i totem novecenteschi e, senza affidarsi a velleitari ideali di un mondo armonioso sempre di là da venire, spinge piuttosto a contenere il Male - in direzione di una società appena piú giusta, amichevole, decente - e a vivere appieno ogni singola esperienza. Qui e ora. Perché malgrado tutto possiamo conoscere, scrivere e modificare la nostra storia. Personale e collettiva. Un passo dopo l'altro, stando bene attenti a dove mettere i piedi. Lo sappiamo bene: si allungano ombre sempre piú pesanti sulle nostre esistenze. Ma anche nella penombra, diceva María Zambrano, rimane comunque una vena di allegria.
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