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    Diari di Napoli, il manoscritto di Zazzera e gli omissis inediti svelati. 1619

    Riferimento: 9788872973295

    Editore: ABE
    EAN: 9788872973295
    isbook: 1
    Autore: Zazzera Francesco, Spadaro Micco
    In commercio dal: 14 Settembre 2025
    Pagine: 188 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Il vicerè pronto a rivoltare il regno? E tratta ora con il doge, ora coi Savoia, mentre i religiosi vogliono l'ok sul Carmine e i beni di Nocera dei Pagani. In questo volume si affronta la crisi che colpì Ossuna, preso dal timore di essere sostituito ad horas perfino da ex nemici come il Principe di Savoia, essendo stato accusato di volersi impadronire del Regno. Ma potrebbe farlo accordandosi in segreto egli stesso ora con i Savoia, ora con Firenze, ora con i Francesi. Gaspare Spinelli, la spia di Venezia parla troppo e Frà Lorenzo, inviato della città, a portare imbasciata al Re sventa un attentato: Ossuna, deluso dal suo stesso Re, è pronto a trattare perfino con Venezia, offrendo Terre, piazze e il Porto di Brindisi, ma ecco una prova di amicizia proprio dai Savoia, che lo metteva in guardia di non tornare in Spagna per non essere ucciso. A Parigi erano più che sicuri che Ossuna stessa per ribellarsi, fomentato nientemeno che dai Savoia. Il bottino dei corsari di Napoli su Venezia aumenta ogni volta di più, ma Ossuna rischia, anche perché la stessa città dichiara decaduto il suo eletto. Intanto, Ottavio d'Aragona al comando dall'armata partenopea, va contro Venezia e la città si prepara a fare il donativo al Re, mentre il Cardinale Borghese scrive al Papa per continuare a intercedere per far calmare il Viceré e la Serenissima, che perse una nave, bottino degli Uscocchi, rifugiatisi a Napoli, nella speranza di trattare col sovrano la sua riconferma e continuando a concedere grazie ai popolani. Il Cardinale Bentivoglio scrive che perfino la Francia ormai vuole la testa di Ossuna, ricettatore del bottino veneto e dei corsari Uscocchi, trattenendo stretti i vascelli sequestrati, temendo una guerra scellerata come quella alimentata dal Toledo governatore di Milano contro i Savoia. Il dottor Genoino, eletto del comune favorito dal Viceré, viene deposto e sostituito col dottor Carlo Grimaldi, mentre il dottor Antonio Caracciolo, mentre se la spassava con una bella, venne carcerato in mutande.
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