Pubblicato anonimamente nel 1764, “Dei delitti e delle pene” fu un libro destinato a cambiare la storia. In poche pagine, Cesare Beccaria mette in discussione il sistema penale del suo tempo, opponendosi alla tortura, all’arbitrio dei giudici e alla pena di morte. Il suo è un manifesto di razionalità, di giustizia e di umanità, nato nel cuore della Milano illuminista e destinato a parlare a ogni epoca. Rileggere oggi queste pagine significa misurarsi con un’idea semplice e rivoluzionaria: la legge deve proteggere, non opprimere; punire non per vendetta, ma per prevenire il male e costruire la civiltà.
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