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    Città collaterale. Dall'invenzione della Costa Smeralda a quella di Olbia (La)

    Riferimento: 9788855227858

    Editore: Donzelli
    EAN: 9788855227858
    isbook: 1
    Autore: Donadoni Ettore, Simoni Davide, Zucca Valentina Rossella
    Collana: Progetti Donzelli
    In commercio dal: 14 Gennaio 2026
    Pagine: 176 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    «Olbia è una città di mezzo: ambisce ad essere riferimento della Gallura e agisce come nodo collaterale tra dinamiche locali e reti globali. Ripercorrendo il suo sviluppo ciclico, oscillante tra crisi e rinascite, si presenta come un potenziale cantiere per adottare uno sguardo critico sulle trasformazioni urbane contemporanee, in cui logiche di implosione ed esplosione ridisegnano continuamente i rapporti tra le forme e le relazioni di città e territorio. L'urbanizzazione non può più essere interpretata come semplice crescita di unità urbane autonome, ma come processo planetario e diffuso, che attraversa aree di agglomerazione e paesaggi periferici. Olbia in questo senso è emblematica: un paesaggio operazionale in cui il turismo si intreccia con logistica e produzione, in cui l'immaginario della Costa Smeralda si traduce in infrastrutture, servizi e connessioni transcalari». L'invenzione della Costa Smeralda ha ridisegnato la Sardegna nord-orientale, producendo una nuova dimensione territoriale: Olbia, città collaterale della Gallura. Cresciuta a servizio dell'esplosione urbana, è divenuta un centro che travalica la propria scala istituzionale. Non è capoluogo di provincia, né città metropolitana, eppure vive processi di crescita accelerata, pressioni globali e fragilità socio-ecologiche. La sua condizione intermedia si manifesta nel ruolo di nodo infrastrutturale strategico, dove porto e aeroporto convivono nello spazio urbano e definiscono una geografia unica nell'isola, sospesa tra turismo, produzione e desiderio. Punto di intersezione tra mercati transcalari e immaginari di sviluppo esogeni, ha conosciuto nel suo percorso due momenti di forte accelerazione: l'urbanizzazione del litorale, frutto dell'Operazione Costa Smeralda, e l'insediamento industriale e infrastrutturale, legato al Piano di rinascita. Un connubio di forze tra privato e pubblico che ha segnato profondamente la città, in equilibrio ambiguo tra funzione logistica e aspirazione alla leadership territoriale. Superando i confini urbani, Olbia assume un ruolo di retrobottega dell'abitare intermittente sulla costa e di vetrina dell'abitare disperso nell'entroterra agropastorale. Verso il mare si vede lo scintillio turistico smeraldino che si propaga lungo il litorale, verso l'interno emerge un'imprenditorialità ibrida: gli stazzi reinventano il binomio produzione-residenza con economie orientate all'eccellenza vitivinicola e ricettiva, mentre i piccoli centri lungo le grandi infrastrutture si inseriscono in una rete globale di economie alternative ed eventi artistici. Dalla sua condizione intermedia, tra metropoli e cerniera a supporto della Gallura, derivano dunque possibilità e insieme fragilità: crescita demografica ma carenze abitative, espansione turistica ma pressione ecologica, centralità economica ma redditi contenuti. È questo intreccio di contraddizioni che fa di Olbia un laboratorio di urbanità dell'Italia di mezzo, una città che nasce, muore e rinasce ciclicamente reinventando sé stessa in rapporto alle relazioni con il globale e alle risorse territoriali.
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