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    Che cosa è la mafia

    Riferimento: 9788884199812

    Editore: Aragno
    EAN: 9788884199812
    isbook: 1
    Autore: Gaetano Mosca
    Collana: Biblioteca Aragno
    In commercio dal: 15 Ottobre 2019
    Formato: Libro
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    Descrizione

    Un reato che giustamente ha commosso l'Italia: l'assassinio nel 1893 di Emanuele Notarbartolo, marchese di San Giovanni. Esponente politico della Destra storica, sindaco di Palermo e poi direttore generale del Banco di Sicilia. Uomo competentissimo e inesorabile coi disonesti. La prima vittima eccellente della mafia. Un processo che seriamente ha preoccupato gli italiani: increduli di fronte allo scandalo di aule di tribunali da cui, anni dopo, escono impuniti sia gli autori che i mandanti del delitto. La celebre conferenza tenuta da Gaetano Mosca nel 1900, prima a Torino e poi a Milano, parte da questa nefanda strage per una riflessione articolata sulla mafia, in quanto fenomeno associativo criminale, formato da poco onorevoli sodalizi, che in generale preferiscono il quieto vivere ai reati rumorosi, e sullo spirito di mafia, sentimento essenzialmente antisociale che, però, non è speciale alla Sicilia, che induce spesso i danneggiati e i testimoni a tacere su tutto ciò che possono aver visto ed udito. La novità dell'analisi di Mosca si coglie nella denuncia della mafia in guanti gialli, composta da alcune frazioni delle classi dirigenti, da individui delle classi superiori, qualche volta anche investiti del mandato politico, autorità governative, che accordano protezione alle cosche criminali. Emerge anche una severa critica al regime rappresentativo, benemerito per alcuni aspetti, ma che dappertutto dà una prevalenza alle minoranze organizzate. E, tra queste, alle minoranze già organizzate che rasentano il codice penale. Non fu la mafia a impedire l'individuazione degli assassini di Notarbartolo, scrive Mosca, perché una cosca non riesce a sviare il braccio della giustizia, ma un circolo molto più grande che, per secreti comuni da difendere, ha consentito che dalla legge si uscisse. Il politologo spera che il processo Notarbartolo segni la chiusura di un ciclo funesto di errori e debolezze - quando si permette uno strappo alla giustizia ed alla legalità, non è possibile prevedere dove lo strappo andrà a fermarsi - e aiuti l'Italia a superare la triste era di codardia morale per la quale il nostro Paese è passato.
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