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    Cenere e silenzio. La storia vera di un Piepel ad Auschwitz

    Riferimento: 9791282200257

    Editore: Selvaggio Edizioni
    EAN: 9791282200257
    isbook: 1
    Autore: Selvaggio Maria Pia, Attento M. (cur.)
    In commercio dal: 29 Dicembre 2025
    Pagine: 102 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Questo libro riattraversa i criminali anni della Shoah con gli occhi di un adolescente: al centro della narrazione è collocata la storia vera di un Piepel e gli strazianti percorsi di una memoria specifica, segnata da esperienze e traumi se possibile ancora più gravi e disumani rispetto a quelli vissuti dai genitori deportati nei lager nazisti, dove imperversavano fame, tifo, terrore, morte. Maria Pia Selvaggio dà voce per la prima volta ai giovani che vissero sotto il dominio del Terzo Reich e furono vittime del suo macabro progetto imperiale: Piepel erano chiamati nei campi di sterminio i ragazzini sfruttati per gli scopi più ignobili e condannati a divenire strumenti di piacere dei capi-blocco. Questi li sceglievano per soddisfare le loro perversioni e depravazioni sessuali, in cambio di nutrimento e protezione: oggetti, insomma, usati come servitori personali dagli ufficiali tedeschi, che ignoravano ogni valore morale, civile e soprattutto umano. Il protagonista di questa storia, un ragazzo nell'inferno di Auschwitz che vide diventare la sua precoce vita preda degli abusi e delle barbarie di quei tempi, può essere assimilato al bambino con le mani alzate durante i rastrellamenti nel ghetto di Varsavia ritratto nella famosa foto che ha assunto, con il passare del tempo, lo statuto di vera e propria icona dell'Olocausto e di figura universale della vittima tout court. Un orrore da non dimenticare, dunque, come sollecita l'autrice che - rievocando le angoscianti e terrificanti vicende vissute da chi dovette affrontare, appena adolescente, la macabra e sconvolgente esperienza nel campo di concentramento nel quale era stato rinchiuso - illustra, nel contempo, le motivazioni storiche, culturali ed emotive di un racconto costruito sullo sfondo di una delle più drammatiche pagine della storia: le piccole vittime del nazismo e l'immane tragedia della Seconda guerra mondiale. Tenendo conto della drammatica testimonianza di un sopravvissuto, la scrittrice fa un resoconto del mondo crudo e crudele, violento e brutale che spezzava l'infanzia e cancellava la dignità umana, perché la disumanità e le atrocità commesse sui giovani nei Konzentrationslager meritano maggiore approfondimento e consapevolezza. Un punto di vista nuovo quello offerto qui, allora, per far conoscere ciò che è necessario, per non stemperare gli orrori del passato mentre se ne affacciano altri, per creare memoria.
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