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    Avellino. Le 8 torri del Castrum e il Ponte levatoio sulla dogana (ex chiesa di San Giovanni in Portico)

    Riferimento: 9788872973226

    Editore: ABE
    EAN: 9788872973226
    isbook: 1
    Autore: Bascetta Arturo
    Collana: Nel Trecento: le contee
    In commercio dal: 08 Maggio 2026
    Formato: Libro in brossura
    Non disponibile
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    Descrizione

    Preambolo:La collina della terra è un castrum: una cittadella vescovile fortificata Esiste un'Avellino che i secoli e i terremoti hanno nascosto, ma che non sono riusciti a cancellare del tutto. Non è un'immagine frutto di congetture, ma una città definita con precisione notarile, che riemerge oggi attraverso i registri di Introito ed Esito della Reverenda Camera Apostolica e i faldoni della Mensa Arcivescovile. Le fonti vaticane, risalenti agli anni tra il 1316 e il 1347, ci restituiscono la fotografia di una città che non è ancora stata ferita dalla Clade - la catastrofe - del 1348-1349. È l'Avellino del Trecento: un'acropoli di pietra sospesa a monte della Valle del Sabato. Prima della Peste Nera e del grande sisma del 9 settembre, la città non era un abitato diffuso, ma una rocca verticale dominata da una selva di torri. Al vertice di questo sistema svettava La Terra, una cittadella inaccessibile dove il diritto divino e quello feudale si fondevano tra le navate monumentali della Cattedrale e le feritoie della Torre Quadrata dei Filangieri. In queste pagine, seguiranno il cammino dei Magistri che riparavano i ponti levatoi, dei Gabelloti che pesavano la lana sotto il portico di San Giovanni e dei Milites che presidiavano le mura dalle loro case-fortezza. È un viaggio tra le pietre di spoglio romano e i boschi di quercia della Starza, dove ogni nome di luogo è un tassello di una macchina fiscale e difensiva perfetta, registrata dall'inchiostro dei notai che, sette secoli fa, credevano eterna questa solidità. Adiacente alla sede episcopale sorgeva il Palazzo Vescovile (Palatium Episcopale), vero centro direzionale dove i notai papali redigevano i verbali di riscossione. Al suo interno, un immenso cellaio (cellarium magnum) era destinato allo stoccaggio delle decime in vino provenienti da tutta l'Irpinia, pronte per essere monetizzate per le casse del Papa ad Avignone. L'assetto urbanistico del quartiere era caratterizzato da una densa edificazione in pietra, dove le Domus nobiliari - come la domus cum turri dei de Sancto Magno situata tra la Cattedrale e il Castello - si alternavano a strutture religiose minori e funzionali. Lungo i vicoli che portavano alla Plateola, il pozzo pubblico (Puteus) garantiva l'autonomia idrica dell'acropoli. All'estremità meridionale, il Castrum dei Filangieri costituiva il terminale sud-orientale del medesimo costone tufaceo: separato dall'abitato da un profondo fossato, il Castello dominava con la sua mole la sottostante Platea Maior e la Domus Cabelle (la Dogana). In questo salto di quota si riassumeva il Medioevo avellinese: sopra, la pietra sicura delle torri e del diritto; sotto, in piano, il fango e il commercio del mercato extra-muros. L'immagine restituita dai documenti prima della clade del 1349 è quella di un centro urbano solido, dove le funzioni della preghiera e del controllo fiscale erano inscindibili dalla struttura difensiva. E' la mappatura scientifica delle Domus e delle Torri che costituivano l'ossatura civile e militare del quartiere alto de La Terra. Questi dati derivano dai registri dei censi (RCA 353) e dalle pergamene della Mensa (ASBN, Busta XIV), che descrivono una città fortificata dove ogni casa era una potenziale difesa.Le Domus e le Torri del Quartiere La Terra (1316-1347)1. La Turris Principalis (Torre della Porta Beneventana)Era la torre più massiccia e alta dell'intera cinta muraria, situata all'estremità nord della collina. Fungeva da perno difensivo per la Porta Beneventana. Nei documenti pre-sisma è descritta come il punto di osservazione privilegiato per controllare la strada che risaliva dal fiume Sabato verso la Dogana. Sotto la sua ombra si trovavano le abitazioni dei funzionari della Curia, protette dalla mole della torre stessa. Fra tutte svetta la Domus Magna dei Sancto Magno. Questa dimora nobiliare occupava una posizione dominante tra la Cattedrale e il Castello. Definita nei do...
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