Libro acquistabile con carte di credito e carte prepagate Postepay.

     

    Libro acquistabile con Carta Docente.

     

    Libro acquistabile con Carta Cultura Giovani e Carta del Merito.

     

    Libro acquistabile in tre rate mensili Klarna.

     

    Il costo del libro sarà addebitato solo all’avvio della consegna.

     

    Scegli il punto di ritiro dei libri più comodo.

    Autobiografie della nazione. Sopravvalutati e furbetti nel Paese in declino

    Riferimento: 9791256152209

    Editore: Meltemi
    EAN: 9791256152209
    isbook: 1
    Autore: Pellizzetti Pierfranco
    Collana: Linee
    In commercio dal: 16 Maggio 2025
    Formato: Libro in brossura
    Disponibile subito
    20,00 €
    IVA inclusa
    Quantità
    Disponibile subito

    Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
    Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.
    Chiudere

    Descrizione

    Pierfranco Pellizzetti passa in rassegna alcuni dei vecchi e nuovi protagonisti della scena pubblica, il cui tratto comune è quello di essere dei "sopravvalutati" o, peggio ancora, dei "glorificati". Si tratta dell'apoteosi della ben nota italica spregiudicatezza, termine che non trova corrispondenti nelle altre lingue europee e che sta a significare anche mancanza di scrupoli e sfrontatezza. Fra i tanti esempi iconici: "la puffetta mannara" (Meloni), "l'avvocato di panna montata e meringhe" (Agnelli), "il gran visir del regno della partitocrazia" (Napolitano), "fare Blair trent'anni dopo" (Renzi) e "il rinnovamento titubante" (Schlein). Mettendo in luce la cifra stilistica e caratteriale di ognuno dei personaggi, l'autore traccia un'analisi tagliente e caustica, restituendoci l'immagine di una nazione che pare non saper più orientarsi verso un futuro di crescita e responsabilità. È infatti la loro pretenziosa inadeguatezza, l'incapacità di operare da vera classe dirigente, una delle ragioni principe del declino nazionale: un décalage prefigurato dai grandi critici novecenteschi dell'italianità - Gadda, Prezzolini, Flaiano, Longanesi - che ormai giunge al capolinea e che un ingrigito testimone del tempo osserva con risentita amarezza e sarcasmo.
    E-book non acquistabile