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    Archetipo dell'albergatore (L')

    Riferimento: 9788840414744

    Editore: Nardini
    EAN: 9788840414744
    isbook: 1
    Autore: Wittum Stefano
    Collana: Dizionari enogastronomici regionali
    In commercio dal: 10 Marzo 2026
    Pagine: 258 p., Libro in brossura
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    Descrizione

    Sembra l'inizio di un film dell'orrore: arrivare di notte in una città sconosciuta, con un tempo pessimo e incapaci di raggiungere l'albergo dove si è riusciti a prenotare solo all'ultimo momento. Ma basta saltare una coincidenza, arrivare in ritardo all'aeroporto, per sentirsi persi. È allora che viene in soccorso l'albergatore che, chiamato extrema ratio, ha la chiave per risolvere il giallo. Dicesi disponibilità, capacità di accogliere, quel particolare che lo fa partire per l'incontro con il cliente sconosciuto, portarlo in albergo, rifocillarlo e soprattutto ascoltarlo, perché il viaggiatore ha sempre voglia di parlare del viaggio appena fatto, soprattutto se pieno di guai. In un mondo demotivato l'albergatore fa riscoprire la propria professionalità con il gesto più semplice e più complicato dell'animo umano: saper accogliere. L'albergo è il luogo magico in cui può rinascere il gusto vero dell'incontro fra le persone (Esther Diana, Dell'albergar mi fo diletto, Edizioni Medicea 1999). Lo sguardo inedito su un mestiere pressoché sconosciuto, per la prima volta descritto attraverso una visione realistica, quella di chi l'albergatore lo ha fatto davvero. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana quasi mezzo secolo di vita vissuta: ecco il Nostro alle prese con le difficoltà della gestione di hotel di piccole e grandi dimensioni ma anche con la bellezza di un lavoro che sa essere duro e affascinante e che non può prescindere dall'incontro con il cliente. Il contatto umano assume una dimensione a tratti romanzesca: un andirivieni di personaggi, i bisogni e le richieste di ognuno - a volte gentili, a volte meno, a volte per niente -, l'accoglienza premurosa che riesce a tranquillizzare e il boccone amaro da ingoiare, la comprensione, l'ascolto. Perché l'host diventa addirittura psicologo, una sorta di confessore. La visione dell'uomo che esce da queste pagine è del tutto inconsueta: la razionalità cessa di essere l'unico criterio valido della conoscenza e nelle tante, diverse figure descritte finiamo, dall'una e dall'altra parte, per riconoscerci, affrontando un viaggio nel tempo di ieri e di oggi fra riflessioni che strappano considerazioni e, perché no, anche sorrisi.
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