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    Aboliamo il carcere. Immaginare un futuro senza prigioni

    Riferimento: 9791280495778

    Editore: Eris
    EAN: 9791280495778
    isbook: 1
    Autore: De Rocco Giulia
    Collana: BookBlock
    In commercio dal: 07 Aprile 2025
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    L'abolizione del carcere non è un'utopia ma un progetto. Non significa solo pensare al superamento degli istituti di detenzione, ma soprattutto smettere di usare la punizione come risposta al reato. Ovvero costruire percorsi che rinuncino alla punizione e alla violenza e che scelgano la trasformazione, l'incontro, il benessere e la cura. Giulia De Rocco ci spiega chiaramente che questo progetto può iniziare ora, che lo possiamo immaginare e concretizzare, riguarda la nostra intimità, le nostre relazioni, le nostre comunità. È un processo di trasformazione di assunti che ci sembrano irrinunciabili come il binomio vittima/carnefice, innocente/colpevole. Questi assunti sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare al contesto, alle cause, alle strutture di potere di cui le istituzioni e i mercati hanno bisogno per sopravvivere e di cui ci dobbiamo occupare se vogliamo pensare a una giustizia che trasforma e guarisce. Abolire il carcere significa lavorare per il superamento delle oppressioni e il punto di partenza è la decostruzione dei sistemi di potere: per abolire il carcere dobbiamo ripensare la distribuzione della ricchezza, decolonizzare spazi, pratiche e pensieri, liberarci dalla violenza di genere, privata e sistemica. Gli istituti di pena, costruiti sempre più lontani dai centri delle città, sono luoghi in cui la povertà viene resa produttiva, la razzializzazione è un criterio che organizza gli spazi e giustifica gli interventi repressivi nelle sezioni, la violenza di genere è costitutiva. E soprattutto lottare per l'abolizione del carcere significa supportare le persone che stanno in carcere. L'abolizione non può che iniziare dall'alleanza tra chi è dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre più sottili e permeabili sino a farli sparire.
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