Una novità italiana scritta per il Teatro Stabile di Genova da Vittorio Franceschi: attore, drammaturgo, docente di recitazione. Una riflessione sul tema della morte, che diventa un inno alla vita. Con evidenti riferimenti alla tragedia greca, la struttura drammatugica di "A corpo morto" è semplice e lineare: un prologo, cinque monologhi intervallati da quattro intermezzi corali e un epilogo. La commedia ha l'andamento di un cerimoniale laico e la suggestione di una confessione corale. Cinque colloqui di cinque persone diverse con altrettante persone care "che non ci sono più". Di fatto, cinque riflessioni sulla vita fatte da esseri umani qualsiasi: un ragazzo alla compagna sempre amata in silenzio, una moglie al marito con cui ha vissuto tutta la vita, un padre al figlio, una figlia alla madre e un barbone a un compagno di strada. Scaturite da vari punti di osservazione e frutto di esperienze dissimili, queste piccole "tranches de vie" finiscono per congiungersi in un unico sentiero e fondersi in un'unica riflessione, andando poi a confrontarsi con quell'eterno muro invalicabile chiamato mistero, insensatezza, paura, sberleffo, oblio... insomma il buio, il dopo, o se si preferisce il tutto e il nulla. (Prefazione di Daniele Del Giudice)
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